VOGLIO ANDARE A CASA....LA CASA DOV'E'?
E' stata una lunga giornata in ufficio ma la cena ti ha ridato un po' di energia. Sono le 19 passate, di andare a casa proprio non hai voglia. Ti butti verso il centro per passeggiare.
Il cielo è terso e stellato, fa "freschetto" ma si sta bene: clima l'ideale per camminare, anche perché i 7° centigradi punzecchiano la testa, agevolando l'affluire di pensieri a 360° che escono fuori senza una logica precisa. "Ma si, si va sullo Stroget, poi Norreport, quindi il treno infine casa".
C'è gente sullo Stroget, anche se è giovedì. E' stata una lunga giornata in ufficio, ma infondo il lavoro ti diverte e l'ambiente ti stimola: ti considera, ti dà fiducia. C'è una logica molto paritetica in ufficio: la rigida gerarchia tipicamente italiana dista anni luce.
Semaforo rosso ma non passa nessuno, né si sentono rumori di motori a distanza: senza pensare ti fermi aspettando il verde, che puntuale arriva. Solo a quel punto attraversi, proseguendo la marcia lungo lo Stroget.
Negozi, negozi, qualche bar, e ancora negozi. Gli H&M dominano la scena, tra un 7eleven e una Nordea Bank. Ormai H&M anche da noi è discretamente famoso, ma tutti quelli che sono stati a Copenhagen non possono non ricordarsi con affetto dei mitici 7Eleven (rossi gialli e verdi, come la Lituania! Probabilmente peró in ordine diverso, non ci ho mai fatto caso con precisione). Sono un'ancora di salvezza in molte circostanze, essendo negozietti aperti 24h su 24, discretamente economici per "spuntini" e colazioni, discretamente forniti per ogni tipo di emergenza e soprattutto discretamente climatizzati (funzione utilissima quando fa freddo e sei a passeggio, con mani e/o piedi mezzi congelati). Anche la scritta azzurra della banca Nordea da queste parti - come in tutta la Scandinavia (un po' meno nei tre "Baltici") - è discretamente usuale. Una fisarmonica suona canzoni popolari di un po' tutti i paesi: mai pensato che "O sole mio" potesse suscitare una reazione anche minima, ma quando la senti in lontananza riecheggiare lungo le vetrine di Gucci e Marlboro, non puoi non farci caso.
Eccoci all'Opera "vecchia": la pista di pattinaggio è gremita come al solito. Che fare? Torniamo indietro verso Norreport?
Ti volti e hai una sensazione strana: il colpo d'occhio sulle immancabili case color pastello ormai è impresso nelle pupille, cristallizzato negli occhi. Ti piace ancora, ma non ti sorprende più. Ti senti a casa. In Danimarca. Diamine, poco fa hai attraversato aspettando il verde senza macchine: qualcosa significa. Significa che ti stai ambientando, ragazzo mio.
Sorriso fugace, colpo d'occhio sul Nyavn (una sorta di Naviglio - più bello e più curato - pieno di ristoranti, barche e case color pastello: caratteristico, turistico, ma al contempo decisamente bello) e retro front: si punta Norreport, sono le 20, magari è ora di rientrare a casa.
Quando transiti all'altezza della stazione di Norreport, hai già pensato che sarebbe bello "fare" il phd qua a Copenhagen, perché "pagano un botto di soldi", ti fanno lavorare per l'università e...ormai ti sei ambientato, per cui why not? Hai già pensato anche che sarebbe bello lavorare per l'ISCA ma che - infondo - anche un'esperienza a Belgrado non sarebbe male.
Di tornare a casa - in tutti i sensi - ora proprio non hai voglia, sicché si punta Norrebro, letteralmente "quartiere nord" dove qualche giorno fa hai portato a cena il mitico "Pizzo" che è venuto a trovarti assieme a parenti e amici che vivono oltre il ponte, a Lund, in Svezia. I parenti e gli amici di Pizzo "ricercano" in Svezia, studiando i topi: sono classici esempi di "cervelli in fuga". (E anche il mio è un caso di "cervello in fuga": è fuggito il bastardo, lo sto cercando da anni ma non lo trovo più).
C'è poca gente Norrebro; anche piazza Skt Hans Torv è pressoché deserta. Forse è ora di rientrare davvero a casa. Passeggiando passeggiando, riattraversi tutto lo Stroget, che continua a essere discretamente popolato, senza rendertene conto ti ritrovi in Centrale: da lì a Valby son dieci minuti di treno. Valby, già. E' quì che vive il nostro eroe.
Valby. Vi dice qualcosa questo nome? Diciamo che è famoso per almeno un paio di cosine....Quali cosine?
Ve lo dirò nella prossima puntata: non è che posso trattenervi tutti quì per ore...Alcuni di voi lavorano, altri hanno una famiglia, altri ancora una fidanzata, altri ancora una macchina o un panino al cotto da finire in una troppo breve pausa pranzo. Certo, il fatto che leggiate i miei sproloqui indica che infondo "non avete un ...bel niente da fare", però dopo un po'...come dire..."il troppo storpia".
Sicché amici cari ci sentiamo presto: sempre su www.danimarcantonio.blogspot.com, l'unico blogreality show che se fosse un festival musicale sarebbe in crisi per cui toccherebbe dire le parolacce o scrivere una puntata in manette. Arrivederci su Danimarcantonio, il blogreality show che se fosse un politico accennerebbe il gesto dell´ombrello. Danimarcantonio, l´unico blog reality show che constata che laddove vengono fischiati anche i falli dell´Inter e vengono concessi solo i falli commessi effettivamente dagli avversari, i "veri" valori emergono (un po´ come succedeva alla Juve "europea" di ieri).
A presto, amici cari, stavolta vado davvero.
Un abbraccio internazionale.
USD
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