UNA DOMENICA ITALIANA...
"Le donne qua si sono evolute e sono diventate uomini - tuona Matteo, uno dei tanti figli di mamma Tetrapack - é un processo iniziato negli anni 60´ che non si é mai interrotto...Vogliono dimostrare sempre e comunque di essere indipendenti: fanno i figli per crescerli da "single" e il divorzio é all´ordine del giorno. Si soddisfano da sole (l´idea é: sono diventati uomini, per cui gli piacciono le donne, ndr) e se proprio devono scegliere un uomo, sono vittime del black power. Cricano pesi come muratori ed hanno una muscolatura estremamente sviluppata..Se non fosse per la qualitá della ricompensa, che alcune volte é elevatissima, avrei gettato la spugna da un pezzo...".
Le ragazze danesi hanno le gambe di Christian Brocchi. E possono essere divise in due categorie: le creature divine (applicazione perfetta della sezione aurea) e i trattori. Con poche vie di mezzo: Matteo non ha tutti i torti. Chissá come reagirebbero queste scandinave a un politico che le invita, per superare l´ostacolo della precarietá del mondo del lavoro, a sposare il figlio di un miliardario...(by the way alcune malelingue di stampo comunista riferiscono che un fascista sia stato inserito nelle liste di un partito della libertá solo perché possiede giornali e testate utilissime per gestire una campagna elettorale).
"Fino a 20 anni - prosegue il figlio della Tetrapack - la danno a chiunque, in Erasmus o in vacanza sulle coste della Grecia: poi arrivano a 25 anni e indossano la cintura di castitá. Non é che io non voglia essere una persona seria, solo ogni tanto vorrei anche solo parlarci un po´, dimostrare che non sono uno stupido...In Svezia, per lo meno a Malmoe, si sta benissimo ma solo dalle 8 fino alle 17, cioé durante il lavoro, poi é un paese triste triste...".
Eh giá, perché a queste latitudini la cultura del lavoro non manca di certo. Le scrivanie hanno dei motorini per modificarne l´altezza, sicché gli autoctoni almeno un´ora al giorno la passano lavorando in piedi. Negli uffici arrivano svariate cassette di frutta, con frequenza che variano in funzione del numero di dipendenti. Il lavoro da casa é un´opportunitá reale: non per approfittarsene, ma per andare incontro alle esigenze del lavoratore, che da casa poi lavora davvero. Il numero di dipendenti presso il nostro ufficio sta aumentando, ma la dimensione rimane la stessa: da due settimane il Segretario generale va e viene dall´IKEA, elabora grafici con ipotesi di distribuzione delle scrivanie e degli armadi, chiede a tutti (indipendentemente dalla posizione gerarchica, inclusi i volontari) se hanno preferenze-richieste-idee per risolvere la situazione. Nell´ultima riunione di ufficio si é discusso di una duegiorni di office meeting: sono uscite idee e proposte per un viaggio da far tutti assieme, in cui divertimento e questioni lavorative si mescoleranno...Come son lontani gli inarrivabili "padroncini" italiani...
Il pranzo, presso un Baresso café, si parla di flora e fauna. Archiviato il fatto che la qualitá italiana di frutta e verdura é una chimera, eccezion fatta per le fragole (ma solo per la settimana successiva al solstizio d´estate, quando crescono a dismisura anche i prezzi) e i tuberi che crescono sotto terra, ci si trasforma in novelli Coló (Licia, non Zeno!), Angela (di nome Piero) e infine Vissani per dibattere di alci e renne. Sfido chiunque di voi a dirmi cosí su due piedi chi é piú grande tra alce e renna? Chi ha le corna piú lunge? E come si dice in inglese?
Pare che in Svezia la caccia all´alce sia diffusissima, con fucili e pallettoni se non nei supermercati quasi. Pare che l´alce non abbia nemici in natura e sicuramente guardando la mole e la forza ("sono forte come un alce" disse Roosvelt), si capisce il perché: senza la caccia il loro numero aumenterebbe a dismisura in Svezia, poiché freddo e foreste di certo non mancano. Per la cronaca, l´alce - in inglese moose - é decisamente piú grosso della renna - in inglese reindeer (entrambe appartengono alla famiglia dei cervidi). Sempre nei supermercati, ma anche nei ristoranti, sembra che sia molto diffuso trovare le carni di entrambi gli animali (pare che esista un "ragu di alce"), le cui corna divengono merce ambita dai turisti (quelle delle renne sono piú lunghe e proiettate verso l´alto - piú simili ai rami di un albero - mentre quelle dell´alce hanno una forma piú vicina a una "L", idealmente simile nella struttura a quella dei tori).
Passeggiata lungo lo Stroget, considerazioni varie in lingua madre, con annesso tono di voce e "gesticolamenti" vari: due gruppi di italiani che si incrociano in Danimarca non possono non riconoscersi. "Italiani!" con indice inquisitore che si prolunga verso di noi. "Maddai? Pure voi?". "Si!!!!!!!" ma avrei apprezzato di piú un "Giapponesi". Chi siamo noi? Io, due "italiani di Svezia" e una turista di Lissone, mentre loro sono un gruppo di palermitani in visita a una palermitana "Copenhagese" (non so se si dice cosí) che non ce la fa piú: "Son qua da due mesi, ho ancora due mesi di contratto, ma mi manca Palermo, me ne voglio andare di corsa! Mi manca il sole!". Apprendo che lavora all´OMS mentre penso "No, non posso fare come fanno gli italiani che dicono "Davvero sei di new York? Conosci un certo Giuseppe?"", tuttavia parto con una serie di domande ai fianchi, per realizzare alla fine che i miei amici "internazionali" dell´OMS sono amici - tendenzialmente stretti - della palermitana copenhagese. Matteo é incredulo, ma poi incalza: " A Malmoe una cosa del genere sarebbe impossibile: Copenhagen é diversa, c´é piú vita, la gente é piú aperta. I danesi sono "continentali"...".
La definizione di Scandinavi terroni che mi avevano dato prima di partire, in effetti sembra calzare perfettamente a questo popolo di vignettisti burloni...Ma quale Maometto e Maometto... Date un´occhiata a questo link: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/ritratto-reale/3.html . Pare che degli estremisti monarchici stiano preparando un attentato...
Nel frattempo la domenica se né andata, e con lei é finita anche questa puntata...
Un abbraccio internazionale.
USD
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