giovedì 3 aprile 2008

DICIANNOVESIMA PUNTATA

MEGLIO TARDI CHE MAI?

From Dennis Carzaniga To undisclosed recipients. "Mercoledi 20.30 Milan-Samp
: stadio? curva? terzo blu? a che ora? Io confermo che vado a vedere Inter-Samp primavera alle 14.30, poi credo aperitivo e di seguito stadio. Adesioni?". Lacrimuccia. Ogni volta che ci si ritrova per lo stadio, la procedura oleata passa attraverso le email. La voglia di confermare é tanta, cosí come tanti sono i 1400 chilometri che dividono Copenhagen da Milano. Non é il calcio che mi manca, specie ad alti livelli, ma l´andare allo stadio, il guardare la partita cantando a squarciagola, il panino chimico e la birretta classica del dopogara.

E invece mi ritrovo quá a godermi nel tepore del mio ufficio, la neve che scende su Copenhagen. É il primo giorno "di neve" in due mesi e due giorni di Danimarca. Nonostante piova relativamente spesso, i venditori di ombrelli non fanno grossi affari, eppure il vento dovrebbe dar loro una mano, rompendo ombrelli in serie. E invece no: il vento gli rovina il business, perché qua - che sia pioggia o che sia neve - le precipitazioni cadono in orizzontale, per cui servirebbe un ombrello alto quanto una persona per evitare la doccia. Ma a quel punto il rischio sarebbe quello di girare un angolo e ritrovarsi all´improvviso sulle isole Far Oer, fluttuando nei cieli del nord come novelli Mary Poppins. Un impermeabile cappucciodotato - possibilmente pesante - rimane la soluzione migliore: rimane insoluto il problema del viso, che rimane scoperto quando si cammina controvento (le gocce d´acqua o i fiocchi di neve sono tendenzialmente molto molto freddi, sensazione alimentata dal vento, e tendono a "ficcarsi" nei pori della pelle rendendo tendenzialmente rapido il congelamento).

Ma come? Non é primavera in Danimarca? Ma certo che é primavera, amici. Le righe precedenti risalgono a qualche settimana fa, quando un turno infrasettimanale di campionato segnava la sconfitta casalinga del Milan contro la Sampdoria. Peró mi sembravano righe divertenti e significative, sicché - per valorizzare lo sforzo comunque profuso - ho deciso di pubblicarle ora. Per la serie, meglio tardi che mai.

Per la cronaca anche a queste latitudini abbiamo spostato in avanti di un ora la lancetta dell´orologio, con l´aggravante che all´estero non é cosí semplice ricordarsi del cambio di ora. Quante volte ce lo si dimentica in Italia? Ma poi arriva provvidenziale un telegiornale, un annuncio radiofonico, un altoparlante alla stazione, due vecchiette sul tram che si interrogano sul dove sia effettivamente il risparmio incolpando il governo mangiapaneatradimento. Ecco: immaginate ora che il tg, gli annunci, gli altoparlanti e le vecchiette si coalizzino senza pietá e comincino a parlare una lingua strana e incomprensibile, per esempio il danese.

By the way, la mia personale catena del "mai avrei pensato di..." ieri sera si é arricchita di un nuovo anello, e che anello, amici miei. Dopo un´allegra cenetta a base di pasta offerta "dalla casa" (chiaramente casa mia), é partito un allegro coretto italo-moldavo che ha intonato "su di noi" e "gelato al cioccolato" per il piacere di una simpatica ragazza tedesca che - forse in virtú dei suoi trascorsi italiani o del vino che aveva in circolo - sembrava molto molto divertita. Pare che Pupo rientri nel bagaglio nazionalpopolare che ha varcato la Cortina di Ferro fin da tempi non sospetti. Ma pare che in Germania sia piú famoso Tiziano Ferro. Ci ho pensato, ma non riesco a capire chi - tra moldavi e tedeschi - stia sia meglio o peggio.

"Preparate le valigie, amici, andiamo a Berlino!" ruggiva ieri Fabio Caressa, in delirio marcio per un secco 0-2 in terra teutonica, che toglieva il lume della ragione anche a un normalmente equilibrato zio Bergomi: "Preparate le valigie, amici, andiamo a Rust!" ribadisco io, che mi preparo a raggiungere l´EuropaPark per una settimana di training program dal titolo "Racism in sport", gestito da vari enti incluso il FARE.

Siamo ordunque ai saluti, cari miei....

Un abbraccio internazionale,

SaccOdense?


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