"Excuse-me, but is it a Danish game?" Mi fissa stralunato e strabuzza gli occhi: "I mean: in Italy we play in a short field, five players for team: one is the goalkepeer". '
Ma....Danese che non sei altro, secondo te potevo mai chiederti se il calcetto é uno sport tipicamente danese? Se ne rende conto, sorride e mi dice "I don´t know, but in Denmark is diffused, but I prefer playing football outside: this game is often boring....". Certo: "It looks like hockey for the barreers, handball for the tatics and football....". "You´re right".
"But tell, me: is football the "national sport" here?". Annuisce. "And what about handball and the big party for the European Championship?" "You know: Denimark is a small country, so everytime we win something, we make party...but now excuse-me, I have to go to my team-mates". Tempo scaduto: il bonus temporale per parlare con un danese sconosciuto é circa di due minuti. "People started to watch handball when we was in semifinals: you know, when we get some important result in all the sport people is happy", mi diceva qualche tempo fa l´istruttore della palestra in cui vado. "Yes, but you know, in Italy we just kick the ball....". Sorride. E aggiunge "We have a lot of good players, they play in good teams in Europe, but they are not a team, when they play togheter they are...bad".
Perché da queste parti, in questa stagione, alla domenica pomeriggio ci si ritrova in quindici-venti, raggruppati in squadre da quattro. Armati di cacciaviti, viti e pannelli in legno, diligentemente si prepa il campo da gioco montando un sistema di barriere-sponde alte circa un metro che corrono lungo il perimetro del campo. Si distribuiscono le casacche se é il caso, poi si gioca, quattro contro quattro "a portieri volanti". Si puó giocare di sponda e quando la palla supera le barriere, la si "rimette" con le mani: per il resto le regole sembrano quelle del calcetto, essenzialmente.
Le partite durano dieci minuti (non effettivi): il campo é grande, non saprei quantificare, ma circa tra il doppio e il triplo di quelli da calcetto a cinque. Le porte sono identiche: il tabellone luminoso fa da cronometro e segnapunti, le squadre si affrontano all´italiana. Perché somiglia alla pallamano? Perché la squadra che attacca si allarga, chi difende si stringe: la palla circola per vie orizzontali talvolta a lungo prima di convergere verso la porta (idealmente segue il perimetro dell'area da 3, se si giocasse a basket). Chi difende tiene sempre una punta "su", perché é utile rinviare lungo, grazie all'ausilio delle sponde.
Ma il campionario sportivo dei sudditi della Regina Margherita II non si ferma qua. Presso il nostro centro sportivo li vedi giocare a bamdinton (un tennis indoor con racchette piccole e una pallina con un´imbracatura piumata che funge da paracadute), hockey senza pattini, una specie di rugby-freesby, con il disco a far da palla (anche qua ci si ritrova in quindici-venti e ci si affronta a squadre), pallamano, basket, pallavolo, step-aerobica&Co, varie ginnastiche e specialità atletiche, nuoto e tuffi (ci siamo spostati in piscina). Ogni tanto si allena anche una squadra di calcio composta da ragazzine di 10-12 anni: sono esilaranti da vedere, alcune sono veramente bravine. Ovviamente questo campionario di sport trova spazio nei telegiornali sportivi, con tanto di interviste ai "badmintonisti" - come diavolo si chiamano? - e ai giocatori di hockey ghiaccio.
Splendeva il sole su Copenhagen, nel weekend che ha visto Sarkozy sposare Carla Bruni e Tadic vincere le presidenziali in Serbia: si tratta delle prime notizie apprese dalla tv danese, mentre la trattativa Tomasson-Bolton è giunta grazie alla freepress. Ci si comincia ad ambientare, si vede?
É venerdí sera quando esco con il francese della testata mancata (ricordate il dialogo Domenech-Gattuso?), che mi invita al compleanno di una tedesca che nemmeno lui conosce. Il suo coinquilino olandese é una macchietta e - nonostante non fatichi a perdonarmi per un Milan-Aiax 3-2 con gol allo scadere di Tomasson - mi presenta mille persone, tra cui un "dottorando" italiano (che mi dice di guadagnare attono ai duemila euro mensili come ricerctore). La serata perde tono, sicché si cambia: altro giro altra festa. Stavolta la macchietta arancione mi presenta un simpatico moldavo - cui ovviamente mi rivolgo in romeno - che inizia a presentarmi ragazzi e ragazze di tutte le nazionalitá possibili e immaginabili. Lavorano tutti al WHO (in italiano OMS: Organizzazione Mondiale Sanitá): con loro mi ritrovo a finire la serata in un terzo locale, con la naturalezza di chi si conosce da una vita. Sono le sei quando rientro a casa, dopo aver fatto colazione col moldavo in uno dei mitici 7eleven, esausto e incredulo per la splendida folle nottata appena trascorsa.
Un abbraccio
USD
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