UN SACCO ITALIANO
...Siringa ancora in mano (ma con l´ago inserito nel "porta ago"), un gratta e vinci, qualche lattina di birra e un paio di occhiali da sole, caduti per terra. É accovacciato su uno scalino, immobile, giusto di fronte alla porta dell´ufficio nel quale dovevate entrare per recuperare alcuni materiali da trasportare in un altro ufficio. Accanto a lui un altro ometto, in condizioni lievemente migliori. Discussione in danese, brevissima, e in un minuto i due, caracollando, liberano il passaggio. Cinque minuti per prendere la roba "dentro" e uscire: i due stavano attentamente ripulendo tutto, gettando i rifiuti nel cassonetto e chiedendo ancora scusa per l´inconveniente. "Siamo in una zona cosí, vicino alla stazione - parola di Jacob, che con loro ha parlato in danese - ogni tanto capitano anche queste cose...". Penso ai tossici nostrani, alle vicinanze di piazza Duca d´Aosta, ai parchi di Milano e a quanto talvolta possa essere pericoloso per i bambini mettere la mano in un cespuglio. Rifletto pensando alla "precisione" ed educazione di questi due danesi: giro la considerazione a Jacob, che ammette "Bé, quí in linea generale sono educati, e anche questi due alla fine hanno pulito tutto. Generalmente si comportano bene...". Civiltá?...
...Un tamponamento danese. Era mercoledí? Si, era mercoledí. Reduce da una festa UNDP e WHO (due agenzie dell´ONU) siedo di fronte alla fermata del 83N, il semaforo é rosso. Alcuni taxi sono incolonnati, ne arriva un altro, discretamente "spedito": inchiodata e tamponamento, nonostante le tre corsie per senso di marcia. Freccia a destra, accostano sulla pista ciclabile: i due autisti scendono con calma e discutono pacatamente, ovviamente senza alzare la voce. Il danno sembra esserci, compare un block notes, un appunto (mi spiegheranno che é sufficiente scrivere il numero di telefono, il numero di targa e gli estremi della patente), poi tutti in macchina e si riparte. Durata del tutto: tre minuti e mezzo...
..."No, non puoi entrare. Bisogna essere in lista...". "I miei amici sono dentro e non erano in lista". "É tardi". Esce Cyrille, provia a parlare con i buttafuori ma non sembra esserci niente da fare. "Le due ragazze peró sono entrate, non mi pare siano in lista". "La gente viene quá per le ragazze: ti dó un consiglio, la prossima volta cambia jeans". "Ma come? Sono Absolutely Joy, in Italia..."."A me piacciono, ma questo non é il locale giusto, é un posto elegante". Occhioni azzurri, capelli biondissimi, scollatura vertiginosa, tacchi alti e minigonna. "Antonio! Ma come?!?!?!?!Non ti vogliono fare entrare? Perché? Siamo tutti dentro, ci stiamo divertendo e ti stiamo aspettando...". Ovviamente non l´avevo mai vista prima - me ne sarei ricordato, diamine! - tuttavia abbozziamo una conversazione come se ci conoscessimo da anni. Comincia a distribuire sorrisi a destra e a manca. "Che facciamo? Lo facciamo entrare?"."Fa come vuoi". "No, dimmi tu". Annuisce. Entriamo. Lei é Helen, é tedesca ed é un "intern" al WHO: é un´amica di Cyrille. Ogin volta che passo davanti al K3 sorrido...
...Ma quante settimane saranno passate da quella sera al K3? Oddio un mese...ma no...ma si...
La concezione del tempo da queste parti é veramente strana: é un po´ come quando si é in vacanza a Riccione. La connessione "giorno"-"sole"-"sveglia" salta, cosí come quella "notte"-"buio"-"riposo". In Italia - e in buona parte del mondo - in un anno ci sono 365 giorni, che si alternano a 365 notti con cicli che - mediamente - possono essere considerati di 24 ore. Qua non é cosí: i giorni saranno una decina, il piú lungo dura tre mesi, il piú corto venti minuti. E questo cambia - e di molto - la cognizione del tempo: dormire, mangiare, andare a lavoro e rientrare a casa...Tutto é sfalsato e tutto si colloca lungo un continuum, piú che su una routine. É dura tenere il ritmo. Perché basta distrarsi un attimo - o uscire una sera, anche solo per una birra - e ci si perde la "notte", che diventa sempre piú breve: alle 4 di mattina é giá giorno, alle 23 non é ancora buio. E anche il clima impazzito ci mette del suo: fa veramente caldo (siamo attorno ai 26 gradi), per cui ci si stanca rapidissimamente.
Il piatto pieno di carne e patate c´é, la bevanda fresca pure e non manca nemmeno uno sgabello stile bar: ovviamente la televisione é sintonizzata sul canale giusto. Le premesse per godersi la "prima" degli Europei Austro-Svizzeri ci sono tutte, anche se la partenza con un arbitro italiano non é un bel segnale...In effetti la partita é una noia, la Repubblica Ceca é lenta e prevedibile ed evidentemente alla Svizzera non piace la metá campo ceca, sicché non ci arriva mai. I pensieri volano liberi...
Ma quando arriva lunedí?!?!?!?
Quando si vive all´estero, anche per brevi periodi e anche se si é partiti "non per fame", la Nazionale ha veramente tutto un altro sapore. É pelle d´oca, é emozione, é incontrarsi per strada e dirsi "lunedí, mi raccomando, chiamami che dobbiamo vedercela assieme, a proposito con chi giochiamo? Dobbiamo vincere...". La Nazionale é "sentirsi italiani" ed "essere italiani": il bar (italiano) c´é e anche la compagnia (rigorosamente italiana, "non mi portare francesi, non li voglio vedere..." scherzava Luca, il proprietario, quando gli ho detto che forse vedevo la partita con la mia coinquilina). E anche gli avversari agguerriti non mancano (cominciando dalla coinquilina), chi per una recente finale mondiale, chi per le leggi sull´immigrazione, chi ancora si ricorda di una cocente eliminazione in casa loro. Ormai é countdown...Buona partita!
USI (Un Sacco Italiano)
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1 commento:
Ragazzi, che sberle! L'Olanda ha strameritato di fronte a un'Italia confusa e balbettante. In un'ora e mezza abbiamo preso più goal che in tutte le partite dei Mondiali 2006. Toni è rimasto solo soletto e quando è arrivata l'occasione per il goal della bandiera ha cercato un pallonetto improbabile. La difesa senza Cannavaro sembrava un bambino di tre anni perso in un grande centro commerciale in cerca del papà. Boh. Una squadra che appena subisce tracolla psicologicamente non è una squadra che può andare avanti. Va bene, la prima rete era in fuorigioco e l'uno-due è stato micidiale, ma fischia, siete i "Weltmeister" o no? E dire che il bilancio poteva pure essere più pesante...today we are the joke of Europe! A 'sto punto la partita su tre che potevamo perdere l'abbiamo persa. Tocca battere i romeni, che saranno incazzatissimi, e i francesi, che non saranno da meno. Ciao...
Andrea Spanu
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