giovedì 19 giugno 2008

VENTISEIESIMA PUNTATA

...CRACK!!!

Piede sinistro sul pedale sinistro, piede destro "che da la spinta" come sullo skateboard: due tre colpi, movimento plastico e sedere sul sellino. Migliaia di danesi cominciano cosí la propria giornata, prima di pedalare per chissá quanti chilometri e raggiungere il posto di lavoro. Sembra facile, ma non lo é.

"CRACK"!!! Comincia invece cosí la giornata dell´italico invasore che prova a emulare gli autoctoni montando in sella "...alla bersagliera" (come diceva un famoso impiegato nostrano) in un convulso martedí mattina. Ma quale droga, semplicemente un cambio di jeans imprevisto, poi nuovamente in sella. Una volta partiti si va che é un piacere, sulla pista ciclabile si incrociano persone di tutti i tipi ed é gradevole ammirare i palazzi e le strade da una prospettiva sostanzialmente nuova. Gradevole finché lungo la discesa "della Carsberg" a due passi dai celeberrimi elefanti (complice il pavé) un elastico porta-oggetti scivola giú intoppando la catena , che salta. Nuovamente in sella con le mani nere manco fossi un meccanico, un sistematico rumore molesto sale alla ribalta: la ruota posteriore é a terra, nonostante Karine abbia portato due volte la bici dal meccanico per farla riparare. Quando si é "a mezza via" é dura decidere cosa fare, alla fine vince l´"arrivo in ufficio, costi quel che costi": il costo é 310 Corone, che é la tariffa dell´abbonamento mensile dei mezzi pubblici che risolve la questione "trasporti in terra di Danimarca": la bici per il momento non é per me, continueró con il treno. Anche perché in treno "non grandina", cosí come succedeva il giorno prima del "crack".

Simulatori, imbroglioni, femminucce. Provocatori, scorretti, spigolosi. Furbi, odiosi, esagerati. Gli azzurri in Scandinavia - tra un biscotto e un fuorigioco applicato alla cazzo (mi si perdoni il termine) non sono certo ben visti. E all´italico "nordico" non rimane che aspettare il triplice fischio e gioire, sia per una vittoria sulla Francia, ovviamente abbinata alla "disgrazia altrui" romena, che per una doppietta russa, che rimanda a casa la Svezia (dura la vita senza Danimarca nel girone, eh?). Se prima dell´inizio della competizione un velato ottimismo serpeggiava nel retrobottega di Danimarcantonio, una ventata di "real politik" spinge a riconsiderare le previsioni della vigilia: non vinceremo, ma almeno non siamo usciti al primo turno come i nostri cari mangiatori di lumache dalla testata facile. Ieri peró la Russia ha buttato fuori l´Olanda...Quasi quasi...

In Danimarca va cosí, amici cari, tra una gita all´Ikea (ma all´Ikea per davvero: la musica va dagli Abba agli Ace of Bace e viceversa, tutti gli inservienti sono rigorosamente biondi) e...basta: nonostante l´ultima puntata sia stra-vecchia manco fosse un Don Perignon, non ci sono novitá colossali. La routine é ormai perfettamente oleata - sveglia alle 9, colazione, ufficio, pranzo, palestra o piscina, cena e partita, con tre-quattro amici da chiamare per una birretta - sicché tutto procede con regolaritá, anche se ancora la data del rientro in patria non é certa. L´unica cosa che sembra certa é che l´Italia sará un´altra parentesi, voci di corridoio sussurrano insistentemente Belgrado come prossima destinazione - questa volta per davvero.

Chi si aspettava una supermegapuntatona - considerando l´attesa infinita - probabilmente rimarrá deluso, ma i postumi delle scorse notti si fanno sentire. Sicché passo e chiudo, amici miei, aspettando la Spagna: che vinca il migliore...

No, forse é meglio di no.

Un abbraccio internazionale.

USI (Un Sacco Italiano)

1 commento:

Cesare ha detto...

Volevo commentare la ventisettesima puntata, che mi appare sui feeds, ma non appare sul blog. Boh?

Bello il parallelo tra partita e fortune dei rispettivi Stati. Anch' io credo un po' a 'ste cose. In generale, convengo pienamente con la tua tesi: e per noi che stiamo a Nord le difficolta' italiane appaiono ancor piu' macroscopiche. Il problema e': come faremo a riabituarci alla terra dei cachi? siamo oramai definitivamente tagliati fuori (in senso culturale) da quel mondo, dopo aver vissuto in sistemi piu' civili?