giovedì 29 maggio 2008

VENTIQUATTRESIMA PUNTATA

COPENHAGEN - BUCAREST - COPENHAGEN

É spaurito, si guarda attorno, é disorientato. Tutto é incomprensibile: la lingua parlata dal tassista, il traffico allucinante, i grigi palazzoni che arrivano fino al centro cittá. Gli occhi di Kasper riflettono lo smarrimento del danese medio in Romania, specie quando le auto continuano a sgomitare senza fare una piega nemmeno di fronte alla sirena di una sfortunata ambulanza.

E lo si capisce bene lo smarrimento passeggiando per le strade di Copenhagen: ieri una lunghissima fiaccolata di infermiere - tutte rigorosamente donne di bianco vestite - scandiva slogan per ottenere la paritá di salario con i colleghi uomini. Due poliziotti due sorvegliavano la piazza del comune - una delle principali della cittá - e, si noti bene, siamo alla settima settimana di sciopero. Civiltá.

Dopo due orette di vita romena ti rendi conto che il casino bucarestino infondo ti era mancato: il traffico, i clacson, la confusione, i lavori in corso, l´approssimazione. E anche i cani, che grintosi abbiano minacciosi: Kasper a coprire i centocinquanta metri con tempi olimpici invece di "minacciare" con il corpo a sua volta i randagi custodi del parcheggio accanto all´hotel (chi ha vissuto in Romania é abituato e sa come si fa).

Ventiquattro giovani europei ai nastri di partenza, trentasei ore di viaggio per il gruppo macedone, ventotto gradi centigradi, ottanta percento di umiditá e quattro chili persi dietro pratiche burocratiche, pagamenti, ricevute, fatture e fotocopie per organizzare una "cinque giorni" di training, frutto di una collaborazione ISCA-UISP. Oltre cento i Lei che uno sgamato tassista ottiene per portare da Baneasa - aeroporto prossimo alla cittá - i tre sprovveduti trainer italici, colleghi di Kasper, che faticano e non poco a inserirsi nel contesto capitolino romeno. Per la cronaca, tu hai pagato meno della metá per un tragitto doppio (hai volato su Otopeni, l´aeroporto internazionale leggermente fuorimano). Le ore di sonno per notte si aggirano tra le cinque e le cinque e mezza.

Sono le cinque di domenica mattina, sei immerso nelle danze quando Kasper ti fa notare che il taxi sta aspettando davanti all´albergo perché un aereo sta per decollare da Otopeni. Saluti velocissimi e folle corsa.

Ma...Sorpresa! Kasper ha chiesto un taxi negoziando la cifra di venti euro - ridicola per un danese, ragionevole per un taxi legale in aeroporto ma assolutamente un furto per un taxi normale in cittá - ma non ha precisato che per noi é necessaria la fattura. L´hotel ovviamente ha chiamato un improbabile autista guardacaso sprovvisto di tassametro. Discussione breve e telefonata al tassista "legale": meno di dieci euro di tariffa - con tanto di scontrino - e in un batter d´occhio il check in é fatto, tutto é pronto per volare a Monaco e da lí a Copenhagen.

Tempo di realizzare di essere di nuovo nella capitale danese e giá c´é un nuovo training, questa volta come partecipante fortunatamente, ancora una volta con tutti i volontari europei attualmente in Danimarca. Voglia tanta, energia zero. Due giorni da incubo, anche un fantasma avrebbe fatto meglio. "Ma che hai fatto? Sei diventato serio...a Ollerup scherzavi sempre...". "Hai ragione - Bulgarian engegneer - chiedo scusa ma sono veramente cotto".

Chiusa l´era dei training, si torna alla vita normale, con una bella tre giorni di riposo dal lavoro: quando ci vuole ci vuole. Due appuntamenti mondani su due saltano sicché si ritorna "all´antica", con passeggiata solitaria per le vie del centro. Il colpo d´occhio é cambiato: se in febbraio il freddo - "supposto" piú che reale - relega i danesi alla vita domestica consegnando il centro agli italiani che passeggiando si chiedevano "ma dove cazzo sono i danesi?", in maggio il tepore della primavera - talvolta "supposto" piú che reale - porta i danesi per le strade e nei bar.

E come al solito le strade copenhagesi favoriscono i pensieri e le riflessioni che abbondano, specie dopo due settimane senza contatti mediatici. Se anche in Repubblica Ceca confondono la Lituania con la Lettonia (sbagliando clamorosamente l´inno prima della partita e la bandiera sui documenti ufficiali), in Russia ai politici non rimane altro da fare che sparare ai corvi dal treno. Gilardino nel frattempo passa alla Fiorentina (l´anno prossimo fará mille gol, secondo me) mentre Moratti e Mancini continuano il solito cinema nerazzurro: George Clooney é single, la fidanzata del neocampione d´Europa Ronaldo scatta foto "interessanti" in un bar di Mallorca. Il Gay Pride non passerá da San Giovanni, mentre sull´agenda politica nostrana all´ordine del giorno, ci sono la libertá di informazione, l´articolo 21 della Costituzione e la "patata bollente - conflitto di interessi" Rete Quattro, su cui di recente si é espresso anche il Consiglio di Stato.

La gente vuol sapere, la gente vuol essere informata. E la gente ha il diritto di sapere: la domanda é una sola: a chi andrá il dieci? A De Rossi. Ebbene tutto é pronto per gli Europei, anche nella terra dei "biscotti": ma quale burro e burro...Ricordate il 2-2 tra Danimarca e Svezia? Qua sorprendentemente continuano a negare, anche se secondo me "biscotto fu" e "biscotto é giusto che fosse" (in un girone composto da Italia, Svezia, Danimarca e Bulgaria l´Italia avrebbe dovuto ottenere almeno 7 punti, senza sperare nei "biscotti amari altrui"!). Sperando che i francesi non ricomincino come a loro solito a prenderci a testate... "armiamoci e partite"! Mi dichiaro solennemente pronto a ritornare in Lituania, se il viaggio dovesse essere utile alla causa azzurra! Per la cronaca lí vinsi il Mondiale!

Saluti Europei

Sakøbenavn, ma anche USR (Un Sacco Romeno)

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