domenica 20 gennaio 2008

SECONDA PUNTATA

BENVENUTI IN DANIMARCA, AMICI MIEI

Benvenuti nel paese di Hans Christian Andersen - che tanto ha dato ai bambini di tutto il mondo con le sue fiabe - e di Jon Dahl Tomasson - che qualcosa ha dato ai tifosi del Milan.

Benvenuti nel paese di Niels Bohr - che tanto ha dato alla fisica e alla chimica con i suoi studi sugli atomi - e di Brigitte Nielsen - che qualcosa ha dato, in generale.

Benvenuti nel paese di Lars Von Trier, degli Aqua - non tutti i membri sono danesi, in realtà - e di Wighfield (vi ricordate "Saturday night"???). Benvenuti nel paese dei fratelli Laudrup, di Peter Schmeichel e Thomas Helveg.

Benvenuti nel paese di Legoland, di Christiania e della Carlsberg. Benvenuti nel paese delle centrali eoliche e dei biscotti.

Benvenuti nel paese più felice d'Europa, secondo un recente "Eurobarometro". Che poi è il paese dov'è ambientato l'Amleto.

Benvenuti nel paese della regina Margherita di Danimarca, amici miei. Benvenuti a Copenhagen.

Primo week end danese, zero vita mondana. Non perché la città non sia divertente - la mia impressione è che ci sia molta vita - ma perché un'influenza fastidiosa ha rischiato di mettermi a tappeto (una serie di dosi da cavallo di aspirina hanno evitato il peggio). E così il nostro eroe si è fatto una serie di giri - fotocamera alla mano - alla scoperta della nuova città.

Sabato il tempo è stato decisamente clemente: il centro della città era pervaso dal sole, che lo ha reso ancor più colorato e popolato del solito. Non so perché, ma a Copenhagen non ci si sente poi molto stranieri: un po' perché tutti parlano inglese, un po' perché tutti danno informazioni sorridendo e in modo preciso agli stranieri, e un po' perché passeggiando per le vie del centro si sentono - quà e là - diverse lingue. Italiano compreso. Ma i nostri simpatici amici, dove il costo della vita è alto, non sono così sgargianti e rumorosi come in altre zone d'Europa.

Sono poche le costruzioni alte, a Copenhagen (qualche sporadico palazzone, generalmente si tratta di alberghi): qualche pittoresca torre e qualche campanile rompono una regolarità di case e palazzi generalmente bassi (attorno ai quattro cinque piani) dai tetti a spiovente. Sicché il colpo d'occhio sui viali - magari solcati da canali - è variopinto, le case sono generalmente in tinte color pastello in cui spiccano le caratteristiche finestre bianche. Pertanto i viali sono tutti molto molto carini, anche se - mi si perdoni per la brutalità - "visto uno, visti tutti".

Nella piazza antistante il "vecchio" teatro dell'Opera - praticamente sullo Stroget -c'è una pista del ghiaccio ovale a forma di ciambella. Al centro c'è un monumento equestre, ai bordi ci sono panchine e transenne di legno sulle quali la gente si siede, tra una pattinata e uno scivolone. Sembra di essere in "Pattini d'argento", anche se lì si trattava di Olanda. Mamme e papà, bambini e bambine, nonni e nipoti, fidanzatini e fidanzatine, pattinano con leggiadria fianco a fianco, imbacuccati da berretti, cappotti, guanti e sciarpe. Talvolta cadono e sorridono, talvolta cadono e zoppicano. Ma sempre con eleganza: guardandoli qualche minuto ci si rende conto che quello danese è un popolo sostanzialmente bello. E sostanzialmente elegante. Perché anche per le strade, le persone vestono con discreto gusto.

Il traffico è disciplinato e sono pochi i colpi di clacson: con il giallo essenzialmente si frena, mentre i pedoni aspettano disciplinatamente il verde per attraversare. Se devono andare a destra o sinistra, i pedoni danesi attraversano la strada sulle striscie, arrivano sul marciapiede dirimpetto e virano a destra o sinistra ruotando di 90 gradi, non come gli stranieri - me incluso - che "tagliano" le traiettorie. Quando l'attraversamento pedonale non è abbinato al semaforo, è sufficiente mettere un piede sulle striscie per indurre alla frenata autistie ciclisti. E a volte si discute se deve passare prima il pedone o il veicolo, quando si è fermi.

Il risultato di tutto ciò? Una città decisamente silenziosa. Si dorme che è una bellezza, da queste parti. E si sogna parecchio. Immaginate un quartiere di periferia. Immaginatelo verde, con laghettie parchi. Con casette basse e colorate, tetti a spiovente e viali ampi, con una serie di parcheggi a spina di pesce a dividere i sensi di marcia. Immaginate che ai bordi di questi viali ci siano piste ciclabili, con molte persone in bici. Immaginate una corsi per i pedoni accanto al marciapiede. Immaginate il silenzio. Immaginate una serie di negozi e attività commerciali lungo questo viale. Immaginate che ci vogliano venti minuti di treno per arrivare da quest'oasi di pace fino al centro della città. Troppa fantasia? No, amici miei. Tutto ciò c'è Copenhagen, l'ho visto mentre andavo all'IKEA. Penso che quando si parla di "alto livello di qualità della vita" ci si riferisce a questo.

Mentre l'Inter rapina il Parma, un elicottero cade sulla tangenziale Est a Milano. Napoli è sempre invasa dall'immondizia e un ormai ex ministro del Governo della Repubblica è in piena bagarre giudiziaria. Il Governo continua a stare in piedi per miracolo, il capo dell'opposizione, come al solito sotto inchiesta, con il consueto senso delle istituzioni, dichiara:" In Rai si lavora solo se ti prostituisci o sei di sinistra. In Rai non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto con una ricerca di mercato". E allora un ex presidente della Repubblica Italiana, per non essere da meno, fa i nomi delle giornaliste raccomandate da lui in persona. Chiudono il quadro un figlio di un ministro e un giornalista figlio di un membro della FIEG e dell'Autorità Garante per le comunicazioni che litigano su chi è più raccomandato.

La domanda è: nostalgia dell'Italia?

La risposta è: non penso proprio.

Un saluto dal profondo nord.

USD

Ps. Linkshttp://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_19/berlusconi_elenco_amanti_rai_f37f7484-c662-11dc-9f4d-0003ba99c667.shtmlhttp://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_20/caso_sotrino_iena_salvia_b42a40f8-c733-11dc-8899-0003ba99c667.shtmlhttp://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_20/cossiga_rai_sciarelli_Berlinguer_Cavalli_d36b8f34-c734-11dc-8899-0003ba99c667.shtml

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