giovedì 17 gennaio 2008

PRIMA PUNTATA

I LIKE THIS CITY

"Ma secondo lei, se non arriva nessuno, posso sedermi accanto al finestrino?...Sa, sono come i bambini....".

Piove sulla Malpensa all`ora del decollo, il cielo di Lombardia é coperto. Le nuvole dipingono scenari paradisiaci, e poi le Alpi sono sempre le Alpi, anche viste dal cielo: il colpo d´occhio é affascinante e incantato.

Un´escursione in bagno, un´occhiata alla stampa periodica e un riposino. Le orecchie si tappano, fuori dal finestrino tutto é bianco: questa volta sono i raggi del sole a disegnare caleidoscopici arcobaleni sulle nuvole di panna. L´aereo si sta abbassando, in basso si vedono le pale delle centrali eloiche - ordinatamente distribuite - che girano in mezzo al mar Baltico. Stiamo sorvolando la Danimarca, la mappa sul monitor é chiara.

Lo scricchiolio del parquet ti accompagna lungo i corridoi dell´aeroporto di Copenhagen, mentre cerchi di capire dove diavolo devi ritirare il bagaglio. A un tratto vedi i rulli, c´é anche un simpatico omino in divisa che gira e rigira un paio di fogli con delle tabelle. "Excuse me, where I can find my luggage? I came from Milan". "Number six". "Thank you. Can I read "Milan" on the monitor?". "Ehm... No, the system is down". In effetti "al 7" ci sono degli operai che lavorano, mentre infondo al salone, appollaiati in delle cabine di vetro simili a quelle del Telemike, alcuni uomini dotati di un coraggio da leoni, fumano.

"Efficienza danese" pensi per quaranta minuti mentre ti domandi se il simpatico omino avesse ragione: "at the six" si sentono parlare tutte le lingue del mondo tranne l´italiano, la banchina é piena di arabi ed estoni e il tuo bagaglio non si vede. Ma poi arriva: sospiro di sollievo. Non so perché, ma anche se sai che il bagaglio arriverá, l´attesa é sempre un po´ snervante.

"Non fa freddissimo a Copenhagen" pensi un quarto d´ora dopo, quando il treno ti ha giá portato alla stazione Centrale, a un passo dalla piazza del comune che dá direttamente sullo Stroget, la celeberrima strada pedonale costellata da boutique e centri commerciali. Il concetto di "efficienza danese" si sta modificando, nonostante il ritardo di venti minuti del volo.

Dove diavolo sará questa maledetta fototessera? Stai rivoltando il portafoglio cercando la fototessera da apporre all´abbonamento dei mezzi pubblici mentre la signora allo sportello, in perfetto italiano, ti spiega come si usa e che validitá ha: ha vissuto diciassette anni a Rimini - aggiunge con una perfetta cadenza romagnola che tanto le piace - e ha sentito nominare anche Pieve Emanuele dice, prima di congedarsi con un "benvenuto a Copenhagen" che fa sempre paicere. Karine, la tua collega francese, non crede a quanto sta accadendo, anche perché si era rivolta alla signora allo sportello con un perfetto inglese.

E non puó nemmeno credere che il cameriere - nel frattempo é sera e siamo al ristorante - con un italiano stentato ma con un sorriso a trentacinque denti dice che vive a Roma, a Trastevere, da tre mesi perché studia le lingue e adora sia l´Italia che l´italiano.

Prima sera a Copenhagen, prima uscita e un litro di birra....perfetta media inglese!

Che dire? I like this city!

USD

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