lunedì 28 gennaio 2008

QUINTA PUNTATA

QUELLI CHE...

Quelli che fanno pressione perché scoppi Vallettopoli anche in Danimarca...
Quelli che approvano in dieci minuti l´indulto ma che in due anni non scrivono una legge elettorale...
Quelli che "É scandaloso..."
Quelli che '"...Pizarro va squalificato!" oh yeah!

Quelli che stravincono in South Carolina...
Quelli che ci sará prima una donna o un nero alla casa bianca?
Quelli che "Pato é un fenomeno"...
Quelli che "ma che gesti fa dopo i gol?", oh yeah!

Quelli che Beppe Grillo é "il Michael Moore italiano"...
Quelli che le borse sono in caduta libera,
Quelli che comprano Stendardo.....
Quelli che "e allora perché io sono un impiegato?", oh yeah!

Quelli che "Fiorello puó far ció che vuole"...
Quelli che ...ma chi c´é dietro la Plastilina?
Quelli che Rolando Bianchi in Inghilterra é impazzito...
Quelli che si appendono alla traversa per segnare, oh yeah!

Quelli che vogliono tornare alle elezioni...
Quelli che "uccidete democrazia!"
Quelli che "dobbiamo fare le riforme, ma anche tornare a votare"...
Quelli che "i Negramaro si drogano!, oh yeah!

Quelli che che chiedono "come va?"....
Quelli che rispondono "calma piatta, su tutti i fronti"
Quelli che non possono fare a meno di leggere Max...
Quelli che "secondo me é meglio che vai da uno psicologo!" oh yeah!

Quelli che "non l´ho detta io quella dei Paesi Bassi!"...
Quelli che "conosco due danesi piú biondi di Nino D´Angelo"
Quelli che vincono lo scudetto dell´onestá...
Quelli che che vogliono rapinare pure l´Udinese, non solo il Parma" oh yeah!

Quelle cui chiedi informazioni per strada...
Quelle che ti rispondono, ma ti chiedono di dove sei...
Quelle che "Ah! Buonasera italiano!"
Quelli che ovunque vado trovo danesi che parlano italiano, oh yeah!

Quelli che mai pensavano di andare a una festa francese....
Quelli che...specialmente in Danimarca
Quelli che...sabato sera ci sono andati...
Quelli che mi sono divertito oh yeah!

Quelli che "...Si, ma Domenech?"
Quelli che "...É il mio idolo"
Quelli che "Quasi quasi ti dó una testata..."'
Quelli che "Se ami il calcio non puoi non amare Gattuso"....
Quelli che "Se é cosí, niente testata!" oh yeah!

Quelle che "...Sono venuta qui per un boyfriend danese..."
Quelle che "...ma ora ci siamo lasciati..."
Quelle che "ma continuo a lavorare qua"
Quelle che "ma per lavorar qua devi parlar danese!" oh yeah!

Quelli che "frequentano i compagni delle elementari per tutta la vita"
Quelli che "non ti invitano mai a bere una birra"
Quelli che "...non avrai mai amici danesi"
Quelli che "Ma se li avrai, li avrai per tutta la vita!" oh yeah!

Quelle che escono con una borsa enorme sabato sera...
Quelle che indossano i jeans e le scarpe "tranquille"...
Quelle che vanno in discoteca con minigonna e tacchi alti...
Quelle che alle quattro si mettono i jeans sotto la gonna, oh yeah!

Quelle che tirano via anche i tacchi alti...
Quelle che poi tornano a casa con i mezzi pubblici....
Quelle che.... qui nessuno le stupra
Quelle che la cittá sembra sicura, oh yeah!

Quelli che domenica vanno a vedere la Sirenetta...
Quelli che "...ma com´é piccola!"
Quelli che "lo sapevo giá..."
Quelli che "per cui é piú grande di quanto pensassi", oh yeah!

Quelli che la Danimarca é campione d´Europa di pallamano maschile...
Quelli che fanno i caroselli per questo...
Quelli che stamattina in prima pagina c´era la pallamano....
Quelli che stasera i fuochi d´artificio, oh yeah!

Quelli che Danimarcantonio tutto attaccato....
Quelli che Dani marca Antonio...
Quelli che (Dani) Marcantonio e Cleopatra...
Quelli che Dani marca Antonio e Cleopatra, oh yeah!

Quelli che siamo arrivati ai saluti....
Quelli che ci sentiamo presto...
Quelli che "mandami un´email..."
Quelli che "e dimmi se ti piace il blog!" oh yeah!

venerdì 25 gennaio 2008

QUARTA PUNTATA

ATTENZIOOOOUNEN! STAZIOOOUNEN! POLITìKEN!

Se Miss Italia ha scelto la via del trash con una palese sbroccata di Loretta Goggi con Mike Bongiorno dopo un attesa di mezzora dietro le quinte... Se il Grande Fratello ha scelto la trasgressione con il/la transgender varesotta che lavora nella tv delle libertá...Se Prodi ha scelto di fare il nonno e se la Lazio ha scelto Rolando Bianchi....

Danimarcantonio punta tutto sulla valletta. Sissignori: oltre al cambio di cittá, la novitá di questa edizione é la presenza della valletta. E non poteva certo essere italiana, voglio dire: da che il mondo é mondo, la valletta é straniera. Di sfuggita l´avete giá incontrata - qua e lá - ma ora é giunto il momento della presentazione ufficiale. Signori e signori, direttamente da Nizza passando per Singapore, ecco a voi - musica e applausi -KARINE!

Chi é Karine? Chi é Karine? Come chi é Karine!?!?!?! Karine é l´amica mia quella....simpatica, intelligente e divertente. Nata da padre cinese - ma emigrato a Singapore - e madre francese - emigrata pure lei, dopo il matrimonio, a Singapore, Karine è la mia coinquilina, nonché collega in ufficio. E che coinquilina, amisci: parla a stecca inglese e francese, ride e scherza ed é addirittura capace di ragionare...Si vede che non é italiana!

A questo punto i miei venticinque lettori (maschi italiani) si staranno ponendo tutti la stessa domanda. Posso anche rispondervi, tanto le mie venticinque lettrici femmine (italiane), se ne sono andate offese dalla battuta "ma é addirittura capace di ragionare: si vede che non é italiana!". E quelle che non se ne sono andate non hanno capito la battuta. É carina: d´altra parte un programma con una valletta brutta non si é mai visto, voglio dire...L'unica cosa che non capisco è come mai tenga nel portasapone della doccia una lametta per la barba...

Sto iniziando ad ambientarmi, sto iniziando a capire questa cittá. Calma: di danese continuo a non capire un cazzo. Ma inizio a raccogliere le mille soddisfazioni che questa lingua regala di continuo.

Accademicamente, mi verrebbe da dire che il danese appartiene al ceppo scandinavo: nasce cioé dal norreno, la lingua parlata dai vichinghi. E che le lingue scandinave appartengono alla famiglia delle lingue germaniche che a loro volta possono essere inserite nel ceppo indoeuropeo. Ma se l´islandese - per ovvi motivi - é rimasto piú isolato (per cui più simile al norreno), il danese - come lo svedese e il norvegese - si é evoluto. Le passate dominazioni danesi hanno lasciato un segno sul Bokmal norvegese, diffuso nella zona di Olso, mentre lo svedese conserva alcune differenze. Secondo alcuni "il norvegese é danese parlato in svedese": le analogie riguarderebbero il lessico ma non la pronuncia. Per la cronaca, sembra esistere anche un faroese - parlato nelle isole Far Oer e assimilabile al ceppo scandinvo- dove tuttavia la lingua ufficiale é il danese.

Per dirla a modo mio invece, il danese é un po´ tedesco e un po´ inglese. Capita - ascoltando la gente sul treno, gli altoparlanti in stazione o sui vari media - di imbattersi (immerse in una marea di suoni impossibili simili ai movimenti prodotti dalla gola nel tentativo di raccattare la saliva per sputare) in parole come "Attenzioooounen" "Staziooounen", senza contare che uno dei maggiori quotidiani si chiama "Politiken" (si legge tipo "politííchen").Tutte le parole ovviamente si pronunciano proprio come da noi si canzona un tedesco.

Ma non so perché, alcune volte che sento parlare i danesi, mi sembra che parlino un inglese che non capisco: ritmo e cadenza sembrano simili, e anche molte parole, in veritá. I miei due, massimo tre, lettori che hanno resistito alla battuta prima e al polpettone di linguistica poi, si staranno chiederanno come mai, visto che l´inglese discende dall´anglosassone. In realtá l´antico inglese (o anglosassone) e il norreno - che é sempre la lingua dei vichinghi - sono imparentate, in quanto entrambe lingue germaniche: per cui molte parole sono simili, senza contare che i vichinghi in seguito, utilizzando l´arte della diplomazia, hanno imposto all´inglese alcune parole di origine norrena.

Sul piano fisiognomico invece posso dire che in giro, sul treno, al supermercato, in palestra e in ogni dove, si vedono una marea di facce...Incazzate, che rendono l´ambiente...."duro", non so come spiegarmi. E' un po' un "male di stagione", mi dicono. La cosa caratteristica però é che a qualsiasi persona ci si rivolga per chiedere qualsiasi cosa, questa si dimostra sempre disponibile, risponde con educazione infinita e spesso sorridendo. Si illumina, quando capisce che hai capito e che la comuncazione è stata utile. Per cui ci si sente un po' stranieri perché non si capisce un cazzo quando parlano (e non si capisce un cazzo nemmeno nelle scritte, composte da parole lunghissime talvolta con lettere meravigliose), ma se si chiede qualcosa a qualcuno, spesso questo qualcuno é una persona gentile e garbata.

Un altra cosa che salta agli occhi é il rapporto tra i due sessi, nella coppia. Non che ne sappia molto, ma nel nostro centro sportivo ci sono programmi specifici per donne incinta, neo-mamme e neo-nati. Per cui molte coppie, molto spesso giovani rispetto alle coppie nostrane, bazzicano il centro. Ebbene capita non di rado che ad occuparsi dei bebé siano i papá, che li tengono in braccio e ci giocano, magari mentre la mamma é in piscina o in sauna. E molto spesso in Danimarca capita di trovare in luoghi tipicamente maschili - come per esempio i bagni pubblici o gli spogliatoi - anche le attrezzature per cambiare i neonati, per far far loro il bagno, per parcheggiare il passeggino. Infrastrutture che in Italia - se tutto va bene - sono tipicamente nel "gineceo".

Ancora non so se é effettivamente la donna a portare i pantaloni, e non so ancora quante siano le mamme single. Non mi sbilancio nemmeno sullo stereotipo che vuole le donne a far la prima mossa, lasciando ai gentili ometti un ruolo sostanzialmente piú passivo, come mi raccontava Karine, che bazzica la Danimarca da qualche tempo. Certo è che la prima cosa che i danesi pensano quando vedono una persona straniera che vive in Danimarca è il fidanzamento con un(a) danese.

La media tra giorni a Copenhagen e puntate è interessantissima, ma vi invito a non prendere il vizio. Per ora conosco poca gente, per cui sto uscendo poco. O almeno non quanto vorrei. E anche in ufficio mi va di lusso, perché il lavoro è ancora poco. Ma arriveranno tempi duri, l'inverno passerà e....cosa succederà?

Lo scoprirete su www.Danimarcantonio.blogspot.com, l'unico blog italiano in terra danese che non può rispondere agli sms perché non ha credito sul numero italiano e ancora non ha un numero danese!

Un saluto cordiale e un arrivederci a presto!

USD

martedì 22 gennaio 2008

TERZA PUNTATA

...SCUSI, SI GIOCA IN UNDICI?

Un classico. Un nugolo di ragazzi chiassosi e festanti finisce di lavorare: entrano in mensa con ancora indosso gli abiti da lavoro con molte pizze assortite e qualche birretta. Si siedono davanti alla tv e cominciano a guardare la partita, mangiando, bevendo e commentando. Ridono e scherzano. D´altra parte i media non parlano d´altro, gli idoli danesi sono sulle prime pagine dei giornali da giorni, sembra ci siano delle possibilitá. Anche le inservienti della mensa - di tanto in tanto - si affacciano, gettano un´occhiata fugace al televisore e sorridono: la Danimarca vince. Io - da buon italiano in Danimarca - me ne sto lí tranquillo, senza capire assolutamente niente della partita e degli discorsi che la circondano. "Scusi, ma gioca la Danimarca?". "Si" dice, probabilmente pensando "Imbecille, secondo te per la Germania ci sarebbero tutti questi danesi?". "Contro chi?". "Russia". "E Quanto stanno?". "Non lo so, non vedo fin laggiú il televisore é piccolo". "Sta vincendo la Danimarca" dice un altro. L´espressione dei due prende una sfumatura strana. Imbarazzo: "Chiedo scusa, non capisco il danese....". Sorridono. Mangio in fretta e vado via.

Passano un paio di giorni, e la mensa é ancora focalizzata sulla partita, anche se gli spensierati lavoratori questa sera non ci sono. In compenso con me c´é Karine, la mia collega francese, con la quale ci apprestiamo a seguire l´evento.

La partita é sempre la partita a tutte le latitudini, e il pallone é sempre il pallone. Tutto normale, verrebbe da pensare. E invece no.

Perché io e Karine non abbiamo la minima cognizione di causa di quanto accade in tv e attorno a noi. "In quanti si gioca?", " Boh...sei". "No, sette: c´é anche il portiere", "Giusto, non l´avevo contato". "Ma secondo te se ogni volta che la Danimarca tira fa gol é colpa del portiere o della difesa?", "Secondo me di entrambi". "Certamente, ma secondo me se segna da due passi é colpa della difesa, se tira da lontano del portiere". L´espressione di Karine vira sul perplesso andante. "Voglio dire: se nel calcio un portiere prende gol da quaranta metri evidentemente non é un fenomeno... ". "Ah...Capisco quel che vuoi dire. Forse é cosí anche in questo sport". Non sembra molto convinta, ma mi asseconda. "Quanto sará grande il pallone?". "Circa cosí" risponde mentre mette le mani una accanto all´altra a una distanza di circa dieci centrimetri.

Nel frattempo attorno a noi il gruppo di persone danesi si infoltisce e tutti sono focalizzati sulla partita. Inutile dire che i polacchi sono veramente scarsi, indipendentemente dalla forza del portiere e dei difensori. A queste latitudini la pallamano maschile ha un gran riscontro, e a Stavanger - cittadina norvegese attuale capitale europea della cultura - sono in corso gli europei.

Chissá cosa pensa un danese medio finalmente davanti alla tv per guardare la partita, dopo una giornata di lavoro, quando sente un italiano e una francese che - senza la minima idea - sputano sentenze ed elaborano teorie senza arte né parte. Cosa pensereste se - di fronte a un Italia-Francia decisiva per il passaggio del turno agli Europei di calcio, due stupidi stranieri dal viso pallido si dicessero:"Guarda! Ci son due arbitri con le bandierine e uno col fischietto!". "Se entri in scivolata e gli spacchi le tibie é fallo!...Zoppica, chissá se i giocatori hanno delle protezioni sotto i calzettoni...". "E chissá se una pallonata in faccia fa male...Guarda, gli esce sangue....Sta entrandi il medico...Forse fa male. Chissá quanto pesa il pallone".

Ma loro no. Non si scompongono. Ci tengono all´immagine e sono sempre eleganti. Mica fanno le corna e si azzuffano come i parlamentari nostrani.

Ecco di cosa devi parlare a un danese per farlo ridere (da sobrio). Della politica italiana. Perché sorridono da matti quando chiedono: "Ah you are italian? Do you still have a government, yes?". Perché da queste parti generalmente sorridono nominando Berlusconi e si chiedono - a ragione - come sia possibile che in Italia ci sia sempre qualcosa di poco trasparente e poco chiaro.

Ma non dicono che anche da loro si rischia la crisi di governo in questi giorni a sei mesi dalle ultime elezioni. La questione é legata al trattamento dei rifugiati la cui domanda di asilo é stata negata e che non possono essere espulsi per l´assenza di trattati internazionali con i paesi d´origine. Si dibatte sul loro trasferimento dai campi di accoglienza agli appartamenti privati dopo due o tre anni dalla loro domanda. Pare che un parlamentare indipendente abbia fatto una proposta di legge in merito appoggiata dall´opposizione e da un piccolo partito della maggioranza. E sembrerebbe che al Governo serva un voto per rimanere in auge. Il leader del partito che appoggia il provvedimento pur rimanendo al governo vorrebbe evitare il voto di fiducia. Il governo intende votare comunque contro: il primo ministro sembrerebbe rifiutare una maggioranza che non includa i partiti che compongono l´esecutivo, per cui in caso di esito negativo promette il ritorno alle urne.

La cosa buffa é che pare che questo provvedimento - allo stato attuale delle cose - riguardi una quarantina di famiglie di rifugiati. A questo punto vorrei sorridere un po´ anche io, se mi é permesso, considerando la mole di immigrati che raggiungono quotidianamente le nostre coste e il loro ordine di grandezza: cosa combinerebbero i simpatici danesi alle prese con l´immigrazione nostrana?

Tuttavia la mia impressione é che da queste parti l´immagine del nostro paese non sia poi cosí negativa. Anzi, tutt´altro. Perché loro in Italia ci sono stati e continuano ad andarci. La apprezzano, gli piace e sorridono ricordando i ristoranti, il cibo, le cittá, la gente.

Davanti alla macchinetta del caffé rimani piacevolmente spiazzato quando un simpatico impiegato danese chiede: "Ma é vero che in Italia le persone bevono il caffé macchiato fino alle 9.30 e poi il caffé espresso?". "E io che ne so? Siamo sessanta milioni, mica ci conosciamo tutti...." penso mentre dico :"Bah...dipende: alcuni forse lo fanno, ma non é una regola scritta e precisa. Dipende da chi incontri...". Sorride il buontempone, anche quando gli dici che tifi per il "Milan Milan". E sorride anche due giorni dopo - sempre alla solita macchina del caffé e sempre con la solita aria bonaria - quando chiede quanto tempo ti fermerai a Copenhagen. Peccato che gli abbia risposto come se mi avesse chiesto quando sono arrivato. Ma l´equivoco dura un minuto, giusto il tempo per un caffé:"Chissá se arriva anche Silvano" penso, mentre mi sento un po´ Bitta e un po´ Nervi.

"C´é simpatia..." (come cantava Olmo in una divertente edizione di Mai dire gol) in questa puntata di Danimarcantonio, l´unico blog reality show in lingua italiana in terra danese. Un reality show fortunatamente senza igloo (in Scandinavia non si sa mai: ho una casa, ogni tanto fa freddo, ma si sta benone) e senza quella quarantina di concorrenti (a proposito quanti diavolo sono? E perché la gran parte di loro proveniente da Messina?) che si appresta a dar vita all´ennesima edizione del Grande Fratello. Un blog reality show che se vuoi partecipare puoi farlo davvero e senza molta fatica: basta contattare la redazione e comunicare le date di arrivo e partenza. Un blog reality show che mille volte ha sentito la frase "Se riesco vengo a trovarti!", che ci ha sempre creduto, ma che poi non si é mai visto nessuno. Ma che sta aspettando te, se vuoi venire!

Un saluto festoso a tutti

USD



Ps. link http://www.denmark.dk/en/servicemenu/News/DomesticPoliticalNews/AsylumVoteTurningIntoPoliticalCliffHanger.htm

domenica 20 gennaio 2008

SECONDA PUNTATA

BENVENUTI IN DANIMARCA, AMICI MIEI

Benvenuti nel paese di Hans Christian Andersen - che tanto ha dato ai bambini di tutto il mondo con le sue fiabe - e di Jon Dahl Tomasson - che qualcosa ha dato ai tifosi del Milan.

Benvenuti nel paese di Niels Bohr - che tanto ha dato alla fisica e alla chimica con i suoi studi sugli atomi - e di Brigitte Nielsen - che qualcosa ha dato, in generale.

Benvenuti nel paese di Lars Von Trier, degli Aqua - non tutti i membri sono danesi, in realtà - e di Wighfield (vi ricordate "Saturday night"???). Benvenuti nel paese dei fratelli Laudrup, di Peter Schmeichel e Thomas Helveg.

Benvenuti nel paese di Legoland, di Christiania e della Carlsberg. Benvenuti nel paese delle centrali eoliche e dei biscotti.

Benvenuti nel paese più felice d'Europa, secondo un recente "Eurobarometro". Che poi è il paese dov'è ambientato l'Amleto.

Benvenuti nel paese della regina Margherita di Danimarca, amici miei. Benvenuti a Copenhagen.

Primo week end danese, zero vita mondana. Non perché la città non sia divertente - la mia impressione è che ci sia molta vita - ma perché un'influenza fastidiosa ha rischiato di mettermi a tappeto (una serie di dosi da cavallo di aspirina hanno evitato il peggio). E così il nostro eroe si è fatto una serie di giri - fotocamera alla mano - alla scoperta della nuova città.

Sabato il tempo è stato decisamente clemente: il centro della città era pervaso dal sole, che lo ha reso ancor più colorato e popolato del solito. Non so perché, ma a Copenhagen non ci si sente poi molto stranieri: un po' perché tutti parlano inglese, un po' perché tutti danno informazioni sorridendo e in modo preciso agli stranieri, e un po' perché passeggiando per le vie del centro si sentono - quà e là - diverse lingue. Italiano compreso. Ma i nostri simpatici amici, dove il costo della vita è alto, non sono così sgargianti e rumorosi come in altre zone d'Europa.

Sono poche le costruzioni alte, a Copenhagen (qualche sporadico palazzone, generalmente si tratta di alberghi): qualche pittoresca torre e qualche campanile rompono una regolarità di case e palazzi generalmente bassi (attorno ai quattro cinque piani) dai tetti a spiovente. Sicché il colpo d'occhio sui viali - magari solcati da canali - è variopinto, le case sono generalmente in tinte color pastello in cui spiccano le caratteristiche finestre bianche. Pertanto i viali sono tutti molto molto carini, anche se - mi si perdoni per la brutalità - "visto uno, visti tutti".

Nella piazza antistante il "vecchio" teatro dell'Opera - praticamente sullo Stroget -c'è una pista del ghiaccio ovale a forma di ciambella. Al centro c'è un monumento equestre, ai bordi ci sono panchine e transenne di legno sulle quali la gente si siede, tra una pattinata e uno scivolone. Sembra di essere in "Pattini d'argento", anche se lì si trattava di Olanda. Mamme e papà, bambini e bambine, nonni e nipoti, fidanzatini e fidanzatine, pattinano con leggiadria fianco a fianco, imbacuccati da berretti, cappotti, guanti e sciarpe. Talvolta cadono e sorridono, talvolta cadono e zoppicano. Ma sempre con eleganza: guardandoli qualche minuto ci si rende conto che quello danese è un popolo sostanzialmente bello. E sostanzialmente elegante. Perché anche per le strade, le persone vestono con discreto gusto.

Il traffico è disciplinato e sono pochi i colpi di clacson: con il giallo essenzialmente si frena, mentre i pedoni aspettano disciplinatamente il verde per attraversare. Se devono andare a destra o sinistra, i pedoni danesi attraversano la strada sulle striscie, arrivano sul marciapiede dirimpetto e virano a destra o sinistra ruotando di 90 gradi, non come gli stranieri - me incluso - che "tagliano" le traiettorie. Quando l'attraversamento pedonale non è abbinato al semaforo, è sufficiente mettere un piede sulle striscie per indurre alla frenata autistie ciclisti. E a volte si discute se deve passare prima il pedone o il veicolo, quando si è fermi.

Il risultato di tutto ciò? Una città decisamente silenziosa. Si dorme che è una bellezza, da queste parti. E si sogna parecchio. Immaginate un quartiere di periferia. Immaginatelo verde, con laghettie parchi. Con casette basse e colorate, tetti a spiovente e viali ampi, con una serie di parcheggi a spina di pesce a dividere i sensi di marcia. Immaginate che ai bordi di questi viali ci siano piste ciclabili, con molte persone in bici. Immaginate una corsi per i pedoni accanto al marciapiede. Immaginate il silenzio. Immaginate una serie di negozi e attività commerciali lungo questo viale. Immaginate che ci vogliano venti minuti di treno per arrivare da quest'oasi di pace fino al centro della città. Troppa fantasia? No, amici miei. Tutto ciò c'è Copenhagen, l'ho visto mentre andavo all'IKEA. Penso che quando si parla di "alto livello di qualità della vita" ci si riferisce a questo.

Mentre l'Inter rapina il Parma, un elicottero cade sulla tangenziale Est a Milano. Napoli è sempre invasa dall'immondizia e un ormai ex ministro del Governo della Repubblica è in piena bagarre giudiziaria. Il Governo continua a stare in piedi per miracolo, il capo dell'opposizione, come al solito sotto inchiesta, con il consueto senso delle istituzioni, dichiara:" In Rai si lavora solo se ti prostituisci o sei di sinistra. In Rai non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto con una ricerca di mercato". E allora un ex presidente della Repubblica Italiana, per non essere da meno, fa i nomi delle giornaliste raccomandate da lui in persona. Chiudono il quadro un figlio di un ministro e un giornalista figlio di un membro della FIEG e dell'Autorità Garante per le comunicazioni che litigano su chi è più raccomandato.

La domanda è: nostalgia dell'Italia?

La risposta è: non penso proprio.

Un saluto dal profondo nord.

USD

Ps. Linkshttp://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_19/berlusconi_elenco_amanti_rai_f37f7484-c662-11dc-9f4d-0003ba99c667.shtmlhttp://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_20/caso_sotrino_iena_salvia_b42a40f8-c733-11dc-8899-0003ba99c667.shtmlhttp://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_20/cossiga_rai_sciarelli_Berlinguer_Cavalli_d36b8f34-c734-11dc-8899-0003ba99c667.shtml

giovedì 17 gennaio 2008

PRIMA PUNTATA

I LIKE THIS CITY

"Ma secondo lei, se non arriva nessuno, posso sedermi accanto al finestrino?...Sa, sono come i bambini....".

Piove sulla Malpensa all`ora del decollo, il cielo di Lombardia é coperto. Le nuvole dipingono scenari paradisiaci, e poi le Alpi sono sempre le Alpi, anche viste dal cielo: il colpo d´occhio é affascinante e incantato.

Un´escursione in bagno, un´occhiata alla stampa periodica e un riposino. Le orecchie si tappano, fuori dal finestrino tutto é bianco: questa volta sono i raggi del sole a disegnare caleidoscopici arcobaleni sulle nuvole di panna. L´aereo si sta abbassando, in basso si vedono le pale delle centrali eloiche - ordinatamente distribuite - che girano in mezzo al mar Baltico. Stiamo sorvolando la Danimarca, la mappa sul monitor é chiara.

Lo scricchiolio del parquet ti accompagna lungo i corridoi dell´aeroporto di Copenhagen, mentre cerchi di capire dove diavolo devi ritirare il bagaglio. A un tratto vedi i rulli, c´é anche un simpatico omino in divisa che gira e rigira un paio di fogli con delle tabelle. "Excuse me, where I can find my luggage? I came from Milan". "Number six". "Thank you. Can I read "Milan" on the monitor?". "Ehm... No, the system is down". In effetti "al 7" ci sono degli operai che lavorano, mentre infondo al salone, appollaiati in delle cabine di vetro simili a quelle del Telemike, alcuni uomini dotati di un coraggio da leoni, fumano.

"Efficienza danese" pensi per quaranta minuti mentre ti domandi se il simpatico omino avesse ragione: "at the six" si sentono parlare tutte le lingue del mondo tranne l´italiano, la banchina é piena di arabi ed estoni e il tuo bagaglio non si vede. Ma poi arriva: sospiro di sollievo. Non so perché, ma anche se sai che il bagaglio arriverá, l´attesa é sempre un po´ snervante.

"Non fa freddissimo a Copenhagen" pensi un quarto d´ora dopo, quando il treno ti ha giá portato alla stazione Centrale, a un passo dalla piazza del comune che dá direttamente sullo Stroget, la celeberrima strada pedonale costellata da boutique e centri commerciali. Il concetto di "efficienza danese" si sta modificando, nonostante il ritardo di venti minuti del volo.

Dove diavolo sará questa maledetta fototessera? Stai rivoltando il portafoglio cercando la fototessera da apporre all´abbonamento dei mezzi pubblici mentre la signora allo sportello, in perfetto italiano, ti spiega come si usa e che validitá ha: ha vissuto diciassette anni a Rimini - aggiunge con una perfetta cadenza romagnola che tanto le piace - e ha sentito nominare anche Pieve Emanuele dice, prima di congedarsi con un "benvenuto a Copenhagen" che fa sempre paicere. Karine, la tua collega francese, non crede a quanto sta accadendo, anche perché si era rivolta alla signora allo sportello con un perfetto inglese.

E non puó nemmeno credere che il cameriere - nel frattempo é sera e siamo al ristorante - con un italiano stentato ma con un sorriso a trentacinque denti dice che vive a Roma, a Trastevere, da tre mesi perché studia le lingue e adora sia l´Italia che l´italiano.

Prima sera a Copenhagen, prima uscita e un litro di birra....perfetta media inglese!

Che dire? I like this city!

USD

venerdì 11 gennaio 2008

ANTEPRIMA

http://www.youtube.com/watch?v=i5LFB2p27S0

( mi raccomando, prima il link sopra!)

QUELLI CHE...COMMENTANO

"Danimarca? Questo si che è un paese bello...": eh si, tu che hai girato il mondo puoi dirlo forte! Stavolta sinceramente non c'è gusto: tutti conoscono la mia destinazione - come son lontani i tempi dello smarrimento vilniese-lituano - e nessuno si spaventa più di tanto per la mia incolumità - mica vado in Romania, diamine!

"Si, ma li farà freddo..." perché qua stiamo a mezze maniche.

"I Paesi Bassi mi hanno sempre incuriosito" anche a me, magari la prossima volta ci andrò.

"Ma li c'è l'Euro, no?" E che no? No!

"La Sirenetta si però!" niente da dire, quella c'è!

"Ma loro sono gente fredda..." direi di si, li scongelano solo per andare a lavorare.

"...E in Lituania non torni piu?" e che ne so?

"In Italia mi sa di no...." Speriamo.

Alternativa "Magari torni con una bella danese e un bambino..." Stavolta "speriamo di no" lo dico io. "E perché no?" E va be...

"Là sono tutte bionde..." Anche le more.

"Ma trovare un lavoro no?" Sinceramente ancora non ho tutta questa fretta di rinchiudermi in un ufficio, timbrare il cartellino e diventare un mentecatto capace di parlare solo di condizioni
meterologiche, fantacalcio e televisione. Senza contare che tra stage e stagetti, contratti e contrattini, il mercato del lavoro italiano non sembra deisamente appetibile. Secondo me.

"Ti invidio..." Se è perché sto crescendo ti ringrazio, se è perché ogni due per tre parto bé direi proprio che non è il caso. Anche perché se davvero lo vuoi, puoi farlo anche tu.

"Bella la vita, eh?" Si, direi di si. Anche se non è sempre semplice essere straniero e dover sempre adattarsi. Viaggiare apre la mente, ma il rischio è quello di non sentirsi mai a casa. Nemmeno a casa propria.

"Certo che le trovi tutte tu, ma cos'è che vai a fare?" Questa è una buona domanda, alla quale risponderò con calma.

Quando in Italia si parla di estero, le reazioni sono sempre le più disparate, ormai ci sono abituato, ci ho fatto il callo. Infondo è vero: le trovo tutte io...

Grazie allo SVE - Servizio di Volontariato Europeo (è un progetto comunitario, ndr) - mi ritroverò a Copenhagen per sei mesi. Mi daranno vitto, alloggio e un assegno mensile per le piccole spese. Sarò arruolato dall'ISCA, un'organizzazione internazionale che si occupa di sport, promuovendo la socializzazione attraverso l'apprendimento non formale. I membri dell'ISCA sono varie federazioni nazionali di un po' tutto il mondo, tendenzialmente grandi per i paesi piccoli e piccole per i paesi grandi, sebbene vi siano delle eccezioni. L'ISCA organizza eventi
di respiro internazionale: il segretariato generale si trova nel centro di Copenhagen.

Cosa andrò a fare, di preciso, ancora non lo so.

Questa volta il nome del blog me lo son scelto da me, senza indire concorsi o sondaggi. E poiché la democrazia regna sovrana, se c'è qualcuno che non è d'accordo...ah se c'è qualcuno che non è d'accordo, io parto il 15, se vuole un cazzotto me lo dica prima, se no parta anche lui che glielo do in Danimarca.

La Danimarca. Non posso nascondervi che questo paese un po' mi mette in difficoltà. Nel senso che è molto diverso rispetto agli altri in cui ho vissuto, Italia compresa.

Visto da fuori, sembrerebbe un paese "avanti" sotto molti punti di vista. L'economia è sviluppata, la disoccupazione è irrisoria e praticamente non esiste: lo stato sociale sembra funzionare perfettamente. Anche perché i fantasiosi danesi tra la riduzione delle tasse e l'aumento dei servizi pubblici preferiscono la seconda opzione: da italiano forse non sarà facile inserirsi nell'orologio danese, anche se forse l'ATM mi potrà aiutare.

Di cosa sto parlando? Ritaglio dal sito dell'Azienda Trasporti Milanesi: "L'ATM si appresta quindi a gestire una parte fondamentale del trasporto pubblico della capitale danese, dove la metropolitana è completamente automatizzata ed è composta da 22 stazioni di cui 13 in superficie, per una lunghezza totale di 21 chilometri ed un numero medio annuo di 25 milioni di passeggeri. Dal giovedì alla domenica il servizio si estende per tutte le 24 ore grazie ai sofisticati sistemi di controllo e manutenzione". Forse il sondaggio sull'aumento dei servizi o la riduzione delle tasse darò esiti diversi, in futuro.

Staremo a vedere. Io intanto martedì parto: vi farò sapere!

Baci e abbracci.

USD - Un Sacco Danese

Ps. Ecco il link al sito di atm http://www.atm-mi.it/ATM/Informarsi/ATM+Informa/Informazioni/03_12_07_copenaghen.htm