lunedì 12 maggio 2008

VENTITREESIMA PUNTATA

VENTITREESIMA CON QUANTE "E" SI SCRIVE?

É con un pizzico di vergogna che mi approccio a scrivere questa ventitreesima (nel dubbio abbondo con le "e") puntata. No, nessuna telefonata a un sarto dal passato ambiguo - sono mica dell´Inter io (pur dall´alto dell´inattaccabile intoccabile "scudetto dell´onestá", chi di intercettazioni ferisce...)-, nessuna querela per dichiarazioni fuoriposto nei confronti del presidente del Senato, nessun tafferuglio/scontro con i romeni (qualcuno c´é anche in Danimarca, ma incredibilmente non delinque: che sia il contesto italico a stimolarli? O che forse non sono tutti criminali? La seconda domanda é a rischio querela, chiedo scusa come farebbe un Fazio qualunque), nessun bigliettino per invitare a colazione graziose neo-parlamentari.

Parto forte con la notizia: in Danimarca é arrivato il caldo! Il dibattito tra "estate" e "primavera" é aspro, l´unica certezza é che il tempo libero ne risente: da una decina di giorni, quasi ininterrottamente, siamo sorprendentemente sopra i 20 gradi centigradi e i danesi, che sembrano saperla lunga in questioni atmosferiche scandinave, preferiscono non pronunciarsi sul futuro godendosi ció che viene. Le strade sono gremite, ma non solo quelle: il motto sembra essere "carpe diem", sicché si rovesciano in massa nei parchi e sulle spiagge cittadine: dopo un inverno passato in letargo, un po´come serpenti, escono dalle tane e si sdraiano al sole, provando ad abbronzarsi (a differenza dei rettili peró il cambio di pelle non sembra garantito). La consueta tranquillitá non é mai in discussione, anche se le gentil donzelle danesi spesso non si risparmiano mostrando le proprie grazie - anche quando poi cosí grazie non sono - anche nei parchi cittadini senza troppe inibizioni né problemi.

Gli immancabili fiumi di birra accompagnano giochi, spesso alquanto bizzarri: una sorta di bocce giocata con zeppetti di legno, qualche calcio a un pallone, allenamento nei lanci con la palla da rugby e le immancabili corse, pedalate e pattinate. Un´evoluzione del baseball (con lanciatore e battitore nella stessa persona) che utilizza le lattine come basi incontra nei cinesi un insospettabile nemico: poiché qua nei negozi restituiscono una corona per ogni lattina vuota, i cinesi "sacchettomuniti"vanno a caccia di lattine e bottiglie in giro per parchi e strade, rovistando talvolta nei cassonetti (la conseguenza? La cittá é pulita). All´imbrunire, fanno la loro comparsa salsicce e bistecche, che vengono cucinate su barbecue usa e getta stravenduti a prezzi stracciati in tutti i supermercati. La domanda che un po´ tutti si fanno é: ma i danesi - stavolta intendo gli ometti - come diavolo fanno a essere sempre "birramuniti", talvolta ubriachi, eppure (spesso) "asciutti" e "fisicati? Pizzico di invidia.

Aeroporto, mare, zona industriale, spiaggia, centrali eoliche, un paio di colline di erba, qualche bar e il ponte dell´Oresund (quello che va in Svezia). Sembrerebbero diapositive difficili da conciliare, eppure basta allontanarsi qualche passo da Christiania per imbattersi nella spiaggia di Amager (che in virtú del criterio della pronuncia applicato alla Danimarca, diviene qualcosa tipo "hamah"), che raccoglie tutti questi elementi in un unico scenario alquanto suggestivo: i Caraibi sono ovviamente lontanissimi, il tepore dell´acqua é difficilmente immaginabile, ma considerando che siamo in pieno territorio di una metropoli non si puó non rimanere sorpresi per l´ordine, la pulizia e - manco a dirlo - della tranquillitá di questa spiaggia. Sono un popolo ordinato, questo danese, anche se scappa un po´ da ridere pensando che lo scorso weekend in uno dei maggiori parchi cittadini si é festeggiato il Carnevale. Ma infondo viene piú da ridere pensando a Materazzi.

Un sorriso puó scappare anche pensando alle avventure di due italiani medi che giá all´aeroporto di Copenhagen sono con il torcicollo e non per il vento. Il tasso di cambio, si sa, é un nemico per gli anti-matematica di tutto il mondo, ma il tasso di cambio applicato al centro di Copenhagen provabilmente é un nemico anche dei centri anti-usura: é un po´ come al casinó - ma anche al casino - quando arrivi a un ufficio di cambio in centro a Copenhagen, sai con quanti soldi entri e non con quanti esci. Occorre un pomeriggio di calcoli e una buona dose di pazienza per realizzare di aver pagato due birre 120 corone - pari a circa 16 Euro (per caritá, nel miglior bar del centro cittá) - che moltiplicate per il tasso di cambio "strozzino" divengono una cifra che é meglio non sapere. E mentre lo raccontano - perdendosi nel conto delle bellezze naturali incontrate - arriva la sorpresa del filetto di pesce - giunto misteriosamente al tavolo - che stride con il filetto di carne che si era convinti di aver ordinato: il conto ovviamente ne risente, cosí come la scelta dell´abbordabile birra al posto di un qualsiasi vino, decisamente fuori portata.

Dispiace pensare che tra un po´ tutto questo sará finito (anche perché laggiú diesel, benzina, pasta e pane stanno diventando piú costosi dei reni), ma tutte le cose belle hanno una fine, compresa la ventitreesima puntata di Danimarcantonio, che si prepara a un clamoroso dejavu in quel di Romania la prossima settimana per "...motivi di lavoro".

Un abbraccio internazionale, a presto.

Sakkøbenavn

1 commento:

Anonimo ha detto...

Istantanee dalla Danimarca: da come ce ne parli, sembra che la primavera ci sia stata. Qua invece no, caro Saccopenhagen: è da inizio maggio che piove e l'umore del Paese ne risente. Dovrebbe essere il mese delle grigliate, quando non fa così caldo per schiattare sulla brace ma c'è già un'atmosfera estiva. Al contrario, è tutto un pantano. Non solo dal punto di vista meteo: gli allarmi della settima o ottava economia mondiale sono ancora come smaltire la munnezza e come dare ai cittadini l'impressione che non ci siano più i Rom e i clandestini. Possiamo consolarci con grandi riconoscimenti internazionali: a Cannes hanno vinto i premi della giuria un film sulla camorra ed uno sulla mafia, cioè "Gomorra" e "Il Divo". Fra un po' iniziano gli europei e sarà un tripudio di sfottò sulla spazzatura: ce la siamo cercata. Nel 2004 ci fu la festa nordica del "2-2" (a proposito, in Danimarca negano ancora di aver fatto il biscotto in quell'occasione?), questa volta abbiamo di fronte due squadre assetate di vendetta: la Francia, per Berlino 2006, e la Romania, per Bossi 2008.

Ciao!
Andrea Spanu